Stabilità nel tempo delle prestazioni isolanti
EN 13165: il fenomeno di diffusione
Nel marzo del 2003 è terminato il periodo di coesistenza tra le
precedenti norme tecniche nazionali e la nuova norma EN 13165
“Isolanti termici per edilizia - Prodotti di poliuretano espanso
rigido ottenuti in fabbrica (PUR*)”, che è oggi quindi l’unico
strumento normativo utilizzabile, in tutta Europa, ai fini della
marcatura CE di questi prodotti.
I lavori, iniziati intorno al 1990, all’interno dello specifico
Gruppo di lavoro CEN TC 88 WG 6, hanno richiesto un grande sforzo di
coordinamento e mediazione per raccogliere, in un unico testo
normativo, tutte le informazioni di carattere tecnico e prestazionale
necessarie a soddisfare le esigenze di mercati che utilizzano prodotti
e tecnologie applicative molto diverse.
Uno degli aspetti più complessi che il CEN TC 88 WG 6 ha dovuto
affrontare è stata la definizione di un metodo di invecchiamento
accelerato delle schiume che permettesse di ottenere il valore
predittivo del coefficiente di trasmissione termica medio durante 25
anni di esercizio. Come è noto, nelle schiume poliuretaniche rigide,
non soggette a costipamento e conseguente variazione di spessore, il
fattore che più determina la diminuzione nel tempo delle prestazioni
isolanti è il fenomeno di diffusione verso l’esterno di parte degli
agenti espandenti contenuti nelle celle.
Per valutare l’entità di questo fenomeno, in precedenza stimata in
modo più o meno empirico da alcune regole tecniche nazionali, il
CEN TC 88 WG6 ha previsto nel testo della norma, EN 13165 - Annesso C,
due metodi utilizzabili a scelta del produttore. Con entrambe le
procedure il produttore dovrà aggiungere al valore ottenuto un fattore
di correzione statistica che assicuri un’adeguata rispondenza del
valore a quello dell’intera produzione.
Metodo per incrementi fissi
Al valore del lambda iniziale (determinato con tutte e due le
procedure alla temperatura di 10 °C con le modalità previste dalle
norme EN 12667:2000 e EN 12939) si somma un incremento stabilito
in base alla natura dell’espandente, allo spessore della schiuma e
alla natura dei rivestimenti (v. tab. 1). Il metodo che prevede valori
di incremento tipici delle curve di invecchiamento del poliuretano
potrebbe non essere sufficientemente valido per schiume che presentano
fenomeni di diffusione anomali. La norma prevede quindi che per
utilizzare questo metodo le schiume debbano superare un pre- test che
valuti la “normalità” del loro comportamento: un provino con spessore
di 20 mm, ricavato dal cuore del pannello, viene invecchiato per 21
giorni a 70 °C. Se il peggioramento del lambda non supera le soglie
previste per il tipo di espandente utilizzato (6mW/mK per il pentano)
il coefficiente di trasmissione termica dichiarato ai fini della
marcatura CE può essere determinato utilizzando il metodo degli
incrementi fissi.
Metodo per invecchiamento accelerato
Il secondo metodo si fonda sul noto effetto di accelerazione dei
fenomeni di diffusione dei gas all’aumentare della temperatura. Le
schiume, complete dei rivestimenti, vengono invecchiate per la durata
di 25 settimane alla temperatura di 70°C.
Al valore di conducibilità misurato dopo l’invecchiamento si somma
un ulteriore incremento di sicurezza la cui entità varia in funzione
dello spessore del pannello, del tipo di espandente utilizzato e della
natura del rivestimento.
L’entità dell’incremento di sicurezza può essere ridotta, fino a
giungere al suo annullamento, se il produttore effettua una verifica,
opzionale, del fattore di accelerazione. Quest’ultimo si determina
valutando la differenza tra le curve di invecchiamento a temperatura
ambiente e a 70°C.
Verifiche sperimentali e modelli matematici
Parallelamente allo sviluppo della normativa e alle numerose
verifiche condotte dai produttori europei, i laboratori della
Società Huntsman, produttrice di materie prime per l’industria dei
poliuretani, hanno avviato un progetto di ricerca sperimentale fondata
sia sull’analisi puntuale del contenuto gassoso delle celle che sullo
sviluppo di un software, “Agesim” che, risolvendo diverse equazioni
matematiche (equazione di Wassiliewa, legge di Fick, ecc.) permette di
ricostruire la curva di variazione del lambda sulla base delle
modifiche che intervengono nella composizione dei gas delle celle.
I risultati del lavoro sono stati presentati da Kristof Dedecker,
Marleen Baes e Sachchida N. Singh nel corso delle giornate di studio
UTECH 2003.
La ricerca
Lo studio è stato condotto su otto pannelli in poliuretano rigido,
espansi a pentano, di diverso spessore (da 30 a 120 mm) e con diversi
tipi di rivestimento (permeabili e impermeabili ai gas), forniti da
quattro produttori europei.
Di tutti i campioni è stato calcolato il lambda dichiarato (privo
ovviamente dell’incremento statistico) utilizzando i due metodi
previsti dalla EN 13165.
Di tutte le schiume è stata poi analizzata la composizione dei gas
all’interno delle celle (utilizzando un gascromatografo appositamente
modificato) ed è stata determinata la pressione parziale di vapore
all’interno delle celle a 10°C.
Queste misure, iniziate da poco più di un anno, avvengono a
distanza regolare e permettono già ora di costruire la parte iniziale
della curva di invecchiamento.
Il progetto prevede che le misure continuino ad essere ripetute nel
corso degli anni fino al raggiungimento di una situazione di
equilibrio.
Utilizzando i primi dati sperimentali e il programma Agesim si è
ricavato il valore del lambda medio per 25 anni. Questo valore è stato
confrontato con quelli ottenuti con i due metodi previsti dalla
norma (v. fig. 1).
Risultati
I valori di lambda medi per 25 anni oscillano tra 0,025 e 0,028
W/mK per i pannelli con rivestimenti permeabili e tra 0,023 e 0,025
per quelli con rivestimenti impermeabili.
Utilizzando tutti i tre metodi si ottengono valori molto simili con
variazioni inferiori a 0,001 W/mK. Il valore di oscillazione dei
risultati è quindi molto basso considerando la complessità del
fenomeno valutato.
La ricerca conferma quindi la buona validità sia dei metodi di
prova europei che dei modelli predittivi sviluppati dal programma
Agesim.
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