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La trasmissione del calore avviene in misura
diversa a seconda dei materiali coinvolti. Il coefficiente
proporzionale che identifica l'attitudine di ciascun materiale a
trasmettere il calore è il
l, che si definisce come la quantità di
calore che, in un'ora, attraversa una superficie di un metro
quadrato avente lo spessore di un metro, quando la differenza di
temperatura tra le due facce è di 1 grado.
Si definisce conduttanza termica (U o K) la
quantità di calore che attraversa un materiale avente conducibilità
l e spessore definito s, per ogni metro quadrato e per ogni ora
quando la differenza di temperatura sia di 1 grado. Si esprime in
w/m2K
Inverso della trasmittanza termica (1/U). Si
esprime in m2K/w.
Nei materiali a struttura cellulare gli scambi
termici avvengono principalmente per conduzione attraverso le pareti
solide delle celle, per irraggiamento attraverso le celle e per
conduzione all'interno delle celle.
Nel poliuretano espanso rigido, a densità variabile per le
applicazioni in edilizia, tra i 30 e i 40 kg/m3, la schiuma è
formata dal 3% in volume da polimero solido e dal 97% della fase
gassosa.
La fase gassosa è quindi quella che maggiormente contribuisce alle
prestazioni termiche delle schiume.
Gli agenti espandenti più utilizzati nella produzione del poliuretano
in Italia sono gas naturali (idrocarburi) e/o acqua, che non
danneggiano la fascia di ozono.
Oltre che dalle Proprietà isolanti della fase
gassosa, la conducibilità termica è influenzata da altri fattori
come:
Densità della schiuma
I valori migliori si riscontrano a densità comprese tra i
30 e i 40 kg/m3
Uniformità della struttura cellulare
Strutture fini ed omogenee offrono migliori prestazioni
termiche.
La temperatura di prova
La temperatura di prova fissata dalle norme europee è di
10 °C, sono disponibili misurazioni anche a 20 e 23 °C. Il valore di
temperatura adottato per la prova viene normalmente indicato al pedice del
simbolo l. In linea generale all'aumentare della
temperatura di prova il valore di l aumenta.
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